La serra in policarbonato fai da te per orto è una struttura pensata per offrire alle piante coltivate un microclima ideale dove crescere e svilupparsi. La vegetazione protetta all’interno di questa costruzione da giardino può essere qui conservata per tutto il ciclo vitale o solo per un periodo iniziale prima del trapianto.
La realizzazione di una serra fai da te è un processo che richiede tempo ed energie, materiale e attrezzature, nonché un progetto da seguire.
Se il progetto può variare a seconda dei più svariati parametri (dimensione, forma, presenza o meno di pareti a cui addossarsi…) il procedimento risulta invece più lineare.
Conoscendo le buone pratiche di costruzione saremo in grado di procedere in maniera autonoma e in maniera più spedita all’innalzamento della nostra serra.



In commercio sono presenti diverse soluzioni prefabbricate da montare che richiedono solo il montaggio. Voler costruire una serra in policarbonato fai da te apporta diversi altri vantaggi:

  • Risparmio economico
  • Personalizzazione di forma e dimensione
  • Soddisfazione personale

Nella guida che abbiamo sviluppato qui di seguito scoprirai le regole per costruire con le tue mani una vera serra in policarbonato fai da te per orto e giardino.
I risultati che otterrai ti ripagheranno sicuramente della fatica spesa, senza pensare alla bellezza di poter dire ai vicini di casa “tutto questo l’ho fatto io!”.

➡️ Perché scegliere il policarbonato?

Innanzitutto sorge spontanea una domanda ed è quella che prende in considerazione la tipologia di materiale impiegata e in modo particolare il policarbonato.
Perché sceglierlo? Quali sono i benefici che apporta?

Il policarbonato è un materiale di cui ci si innamora presto, soprattutto in ambito orticolo.
Infatti risulta molto adatto agli scopi della coltivazione e allo stesso tempo è ottenibile facilmente e con un prezzo abbordabile.

Qui sotto abbiamo raccolto tutti i vantaggi per cui ci sembra la scelta migliore su cui orientarci:

  • Resistente (a carichi e urti). Tanto che regge benissimo a grandine e vento.
  • Molto robusto (non è fragile come invece è il vetro)
  • Grande Risparmio energetico (fino al 50%)
  • Trasparente
  • Mantiene la forma all’opposto di quanto succede con i film di polietilene

➡️ Il progetto

Un buon inizio può essere quello di farsi un’idea del progetto da seguire.
Se vuoi un consiglio, conviene sempre progettare la costruzione basandoti sulle misure degli elementi standard che impiegherai (in questo caso le lastre di policarbonato).
In questa maniera eviterai scarti e risparmierai lavoro riuscendo a coprire la superficie massima con il minimo sforzo.
Tieni conto di diversi altri aspetti:

  • Condizioni del terrreno su cui costruire (se è pianeggiante e già livellato puoi partire più facilmente)

  • Altezza struttura. Considera di poterci stare dentro in piedi agevolmente (una buona altezza può essere sui 2,5 m).
    Pensa anche a quali necessità di altezza hanno le piante che vuoi inserire.
    Se utilizzi la serra principalmente come semenzaio o per piante grasse i requisiti spaziali a cui rispondere sono differenti da quelli che richiedono invece dei vasi di agrumi.

  • Dimensioni
    Costruire con le lastre di policarbonato permette di approfittare della modularità degli elementi costitutivi. Conviene quindi strutturare il progetto a partire dalla dimensione delle lastre scelte.
    Ad esempio, nel caso di una serra a tunnel in policarbonato vale la pena optare per le lastre di formato maggiore (lunghezza 6 m) da incurvare sul posto e appaiare ai tubolari del telaio.
    Per una serra a tetti spioventi possiamo scegliere anche lastre con lunghezza inferiore.
    La regola principale è rispettare il passo dato dalla larghezza delle lastre pari a 2,10 m.
    Conviene evitare assolutamente passi superiori che renderebbero necessarie l’aggiunta di pezzi e pure i passi inferiori che porterebbero allo sviluppo di scarti da gettare.
    La lunghezza totale della serra dipende dalle nostre esigenze colturali e di spazio.
  • Spessore della lastra
    Lo spessore ideale della lastra è di 8 mm / 1 cm.
    Si possono impiegare lastre di policarboanto anche di spessore inferiore (4 o 6 mm) ma in questo caso sarebbe meglio usarle per mini serre, come elementi di separazione interna, o per località dove sono assenti le forti precipitazioni e il vento.
  • Presenza di pareti o murature nelle vicinanze
    Puoi decidere di realizzare una serra in prossimità di una parete preesistente. In questo puoi ottenere alcuni comodo vantaggi: risparmiare di dover costruire una o più pareti (che potrebbero coincidere con quelle esistenti), avere una struttura finale più robusta alle intemperie, sfruttare il calore trattenuto dalla serra per riscaldare in maniera passiva l’edificio a cui si addossa…)

  • Orientamento
    Se possibile valuta il soleggiamento annuale del luogo ed eventuali ombreggiature che potrebbero diminuire la resa della serra.

  • Precipitazioni e condizioni meteo
    Valuta le particolari condizioni climatiche della tua località (se ci sono forti venti o è prevista la possibilità di carico neve nella stagione fredda dovrai rafforzare la struttura in particolare con elementi di controventatura).

  • Eventuale aiuto nella costruzione
    Se la struttura che prevedi di mettere in piedi ha elementi ingombranti devi tener conto di poter all’occorrenza ricorrere alla mano di un amico.

Orientamento e finestre per la ventilazione

Non è sempre detto che si abbia la possibilità di scegliere l’orientamento perfetto. Possiamo infatti dover trovare un compromesso tra diversi elementi (vicinanza di altri edifici, presenza di aggetti che fanno ombra, ostacoli vari, alberature, poco spazio a disposizione…).
La scelta, se possibile, dovrebbe ricadere per la direzione da est a ovest (i lati corti guardano a nord e sud), con esposizione e finestre per la ventilazione rivolte sul lato sud. L’obiettivo è quello di garantire il maggior numero di ore di soleggiamento.

Se non hai a disposizione una superficie esposta per lungo tempo a sud, puoi pensare a un’area dove il sole sia presente almeno per la durata della mattina quando le piante crescono meglio.

Tieni presente anche la provenienza dei venti più forti durante l’anno per capire se il posizionamento è idoneo e se servono particolari rinforzi per far fronte agli eventi atmosferici più intensi.

La copertura

Il tipo di copertura può variare a seconda di diversi aspetti. Diciamo che è sembre preferibile optare per una copertura con pendenza anziché di una di tipo piano. Così facendo favoriremo lo scorrimento dell’acqua piovana.
Quindi possiamo pensare ad un tetto a capanna (a due falde) o a falda unica.
Come inclinazione se stiamo sui 25-30° siamo sicuri.

➡️ Materiale e attrezzattura occorrente per costruire una serra

  • Policarbonato alveolare in lastra con spessore minimo 10 mm
  • Profilo a U in lamiera zincata da 0,6 mm di spessore da 17 x 30 mm e, per il telaio portante, uno da 30 x 30 mm
  • Fogli di propilene per la divisione interna delle aree
  • Per la pavimentazione: ghiaietto, moduli composibili o assito da appoggiare su un sottofondo
  • Rete a maglia fina tipo zanzariera (se vogliamo impedire l’entrata di insetti dalle aperture)
  • Cerniere per le giunzioni e per l’apertura della porta e finestre
  • Chiavistelli a cannoncino per la chiusura delle battute (2 per porta)
  • Guarnizioni di gomma
  • Rondelle di acciaio, viti M4 con dadi, viti autoperforanti 3,5 x 9,5 mm
  • Assicelle di legno per lo zoccoletto ed elementi di controventamento
  • Strumenti per il taglio del policarbonato: cesoia o roditrice a mano, cutter
  • Seghetto
  • Trapano
  • Protezioni per la sicurezza individuale: guanti ed evenutalmente scarpe antinfortunistica e occhiali / visiera.

Per l’arredo interno della serra:

  • Stufa a cherosene o aerotermi
  • Scaffalatura e mensole per serra
  • Lampada da appendere a soffitto

➡️ Fondamenta

Le fondamenta della serra si possono realizzare in diverse modalità.

Calcestruzzo

In questo caso possiamo realizzare uno scavo perimetrale di profondità 40 cm circa e largo 30 cm. Sul fondo livellato vanno quindi posti circa 10 cm di sabbia. Il cassero della fondazione può uscire dal suolo di 20 cm.
Possiamo armare il getto con tondini e rete metallica elettrosaldata che fuoriusciranno superiormente al getto così da diventare elementi a cui saldare i telai della struttura.
Il getto di calcestruzzo va distribuito in maniera omogenea per evitare la formazione di vuoti che potrebbero indebolire la struttura finale.
Lasciare passare quindi tre settimane affinché il tutto si solidifichi.

Il cemento possiede un’alta conduttività termica e, in caso di clima freddo, una fondazione fatta con questo materiale trasmette la bassa temperatura con facilità all’interno della serra.
Per questo motivo è preferibile impiegare il calcestruzzo per quelle serre dove sia previsto un riscaldamento artificiale.

Trave

Lo scopo è quello di appoggiare le pareti perimetrali della serra su una serie di travi in legno fissate tra loro. Rispetto a toccare direttemente il suolo, qui abbiamo già un livellamento perfetto.
Il telaio della serra può essere fissato su travi perimetrali che stanno a contatto con il terreno.
Rispetto alle fondamenta in calcestruzzo armato il costo è sensibilmente più economico e la procedura più rapida. La base costituita da travi permette anche di traslocare in futuro la serra da un’altra parte perché non vincolata a quella specifica area.
Lo svantaggio è che il legno esposto ad acqua e umidità può marcire o essere attaccato da muffe che ne limitano la durata negli anni.
Per questo motivo potrebbe essere una buona idea compiere un trattamento preventivo delle superfici con prodotti impermeabilizzanti.

Per evitare che l’erosione del suolo determinata dalle pioggie vada a scoprire nel tempo le fondamenta (con conseguente entrata del freddo) è preferibile seppellire le travi. Utilizziamo la sabbia per coprirle sui lati e per distanziare la base dal contatto diretto con la terra.
Per proteggere il legno dall’umidità non conviene rivestire le travi con una pellicola di nylon perché la condensa intrappolata potrebbe provocare la marcescenza del legno.

Una buona idea è quella di reimpiegare per questa funzione delle vecchie travi che sono in grado di durare per diversi decenni e restare indenni agli effetti dell’umidità.

Basamento in Mattoni

Dal punto di vista economico e di impegno, questa soluzione è una via di mezzo tra la versione di fondamenta in calcestruzzo (più duratura e costosa) e fondamenta in tarvi di legno (durata inferiore e basso costo).
L’impiego del mattone ( o del blocco in calcestruzzo cellulare) è interessante perché permette di ottenere una base solida e duratura senza dover per forza avere particolari abilità o strumentazioni.
A tal riguardo puoi vedere il video qui sotto del russo Konstantin che ha realizzato la propria serra in policarbonato fai da te partendo da fondamenta in mattoni.
Il video mostra l’intero processo di costruzione e fornisce ottimi spunti da seguire.

Serra senza fondamenta

C’è un quarto tipo di serra disponibile ed è quella senza fondamenta.
In questo caso si prevede di poggiarla direttamente su una pavimentazione preesistente come quella del cortile, di un terrazzo o di un balcone.

➡️ Telaio della serra

Il telaio può essere costituito da tubolari o profilati (es. 40 x 20 x 2 mm). Il profilato è in grado di sostenere le spinte laterali delle raffiche di vento e grandi carichi anche in presenza di neve.
La base orizzontale del telaio che sta a terra va saldata o assicurata ai ferri precedentemente annegati nel getto delle fondamenta.
Un profilo a U consente di poter inserire le estremità dei profili una dentro all’altra per coprire una lunghezza maggiore.
Il montaggio dei diversi elementi può prevedere l’impiego di cerniere per rafforzare le giunzioni.

➡️ Pareti in policarbonato alveolare

Tutte le pareti della serra (eccetto quelle eventualmente a contatto con pareti di muratura a cui ci si può addossare) sono da realizzare con lastre in policarbonato.
Questo materiale è facilmente tagliabile tramite cutter. Semmai è da porre qualche attenzione al momento del taglio orizzontale (ovvero trasversale all’andamento delle nervature delle celle costituenti la lastra).

Le lastre vanno incorniciate all’interno dei profili perimetrali e fissati ad esseri tramite viti e rispettivi dadi. Per questa procedura dobbiamo prima provvedere a forare opportunamente la lastra e il profilo per far passare la vite. Usiamo il trapano con punta media.
Conviene eseguire le forature leggermente più larghe del necessario così da poter sfruttare il “gioco” e adattare al meglio la lasta in fase di installazione. Una volta posizionata correttamente possiamo tirare bene tutte le viti di pertinenza alla singola lastra.
Per il fissaggio alla struttura portante possiamo impiegare guarnizioni, giunti, coprigiunti con bulloni in metallo (alluminio e acciaio) o in silicone.

Cerchiamo di trovare un giusto compromesso tra numero di forature e fermezza della lastra senza esagerare nel loro numero che potrebbe portare ad un indebolimento della robustezza del profilo.

I principali metodi di ancoraggio delle lastre di policarbonato sono due: fissaggio con rondelle resistenti alle escursioni termiche o inserimento delle lastre in telai di sezione apposita.
In ogni caso è sempre buona norma impermeabilizzare le fessure di accostamento tra lastre per impedire l’entrata di acqua piovana, condensa e freddo.

Divisione interna dell’ambiente

La suddivisione degli spazi interni alle serra può avvenire stendendo fogli / teli di propilene trasparente che possono essere appesi a soffitto o intelaiati. In alternativa, se servono delle pareti fisiche si impiegano anche qui lastra di policarbonato che, essendo protette da dalle intemperie, possono avere spessore minore rispetto a quelle che si affacciano sull’esterno.

Scaffalature e mensole

Se si possono organizzare meglio gli scaffali solo nelle serre più ampie, il discorso cambia se parliamo di mensole.
I ripiani risultano sempre davvero comodi perché consentono di raddoppiare lo spazio da dedicare alle colture e facilitano il lavoro dal momento che tengono i vasi belli alta da terra, sotto i nostri occhi semplificando controllo, cura, manutenzione e raccolta dei frutti.
Possono essere fissati ovunque, l’importante è che vengano ancorati alla struttura portante (non direttamente sui pannelli) e che siano il più possibile leggeri.

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Ombreggiatura

E’ raro che una serra abbia bisogno di essere ombreggiata ma ciò può accadere nei picchi di caldo della stagione estiva. In questa occasione possiamo utilizzare le specifiche coperture quali sono i teli ombreggianti di materiale plastico e il cannicciato.
Meglio da appendere all’interno così da rimanere protetti e all’asciutto.

Nel video qui sotto puoi vedere un esempio dell’intero proceso di costruzione di una serra in policarbonato fai da te dall’inizio alla fine. Si tratta di una serra da orto con tetto ad arco.
Da notare la praticità delle vite autoperforanti e la modalità di realizzazione della finestrella di aerazione.

➡️ Pavimento

Se prevediamo l’utilizzo esclusivo di vasi e fioriere, la pavimentazione della serra può essere realizzata totalmente in ghiaietto o tramite assito appoggiato su un sottofondo che impedisca ristagni d’acqua.
L’impiego della ghiaia (almeno 3-5 cm) è ottimo perché facilita il transito dell’acqua utilizzata per l’irrigazione evitando che possa generare muffe o fango.
Prima di distribuire la ghiaia applichiamo in basso uno zoccoletto perimetrale fissandolo con delle rondelle d’acciaio al policarbonato per contrastare l’azione del vento che passando dalla base potrebbe scardinare le lastre.
Una soluzione interessante è l’impiego della tipologia di pavimentazione a moduli ad incastro.
Si stende in maniera rapida e senza ausilio di attrezzature o materiali.

Se l’interno della serra verrà coltivato ad orto dobbiamo lasciare la nuda terra in vista.
E’ preferibile usare un terra abbastanza permeabile in modo da favorire l’allontanamento dell’acqua ed evitare ristagni.
Puliamolo dalle erbe infestanti e concimiamolo adeguatamente.

Prevediamo i vialetti di distribuzione in cui poter camminare senza calpestare le coltivazioni.
Possiamo passare il tracciato con della ghiaia così da camminare senza infangarsi.
Come larghezza l’ideale sarebbe di tenere il minimo di 1 metro per avere il giusto agio.
Si è poi liberi di ridurre il passaggio al massimo per farci stare più piante possibili.


➡️ Ingresso alla serra

L’entrata o le entrate possono essere costituite da una porta ad anta (la pi semplice da realizzare) o essere scorrevoli. In questo secondo caso risparmiamo spazio perché non occorre prevedere l’ingombro che l’anta necessita quando è totalmente aperta, inoltre impedisce alla porta di sbattere. Lo svantaggio è però la maggiore complessità di realizzazione se non siamo pratici.
Se scegliamo la porta ad anta è sempre meglio pensare il senso di apertura verso l’esterno per evitare che ci porti via spazio all’interno che altrimenti possiamo giustamente dedicare alla conservazione di altre piante.
Lungo il bordo dell’apertura della porta prevediamo di predisporre una cornice più ampia o una protezione che svolga il ruolo di impedire l’entrata di possibili spifferi.

➡️ Riscaldamento

Il riscaldamento dell’ambiente interno serra può avvenire impiegando fonti naturali o intervenendo noi in prima persona. Le fonti naturali sono: la radiazione solare, i vapori del letame e quelli dei rifiuti biologici avviati per generare compost. Per garantire un calore maggiore e costante si usa invece una stufa a cherosene oppure si ricorre ad alcuni pratici aerotermi.
E’ preferibile attrezzare il generatore di aria calda con rotelle o di carrello per facilitarne gli spostamenti.

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➡️ Termometro e Stazione meteo per serra

Molto utile è avere poi un termometro e igrometro per monitorare l’andamento di temperatura e umidità interne ideale per le piante ospitate. A tal riguardo esistono in commercio stazioni meteo compatte e veramente comode perchè in grado di riunire molte funzioni in un solo strumento e di comparare in contemporanea sia la situazione all’interno della serra sia quella all’esterno.

Nelle serre dove è prevista la coltivazione di piante particolarmente esigenti in termini climatici è possibile pensare anche alla stesura di un riscaldamento a pavimento.

➡️ Irrigazione

Nella maggior parte delle serre a utilizzo domestico o di piccole dimensioni si preferisce provvedere ad irrigare manualmente con canna e serbatoi di raccolta idrica.
La presenza di un sistema automatico di irrigazione risolve il problema di un’eventuale nostra assenza come nel caso in cui fossimo in vacanza.
Nelle serre più ampie è possibile pensare ad un sistema di irrigazione a goccia che per funzionare non richiede la presenza operativa di una persona.
Farebbe comodo avere almeno una presa per l’acqua all’interno o nelle immediate vicinanze della serra. Serve sia per irrigare quanto coltivato che per pulire periodicamente le superfici interne della struttura.
La pulizia delle lastre è utile per più motivi: eliminare possibili rifugi idonei a ospitare insetti e afidi, sanificare l’ambiente, restituire la trasparenza ottimale eliminando i depositi di polvere…

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➡️ Illuminazione

Come immagini non vi sono problemi di illuminazione durante il giorno visto che le pareti e la copertura della serra in policarbonato per orto sono concepite per assorbire quanta più luce possibile.
Tuttavia può far comodo avere un’adeguata illuminazione per le ore serali o per le giornate corte invernali.
Meglio preferire lampade al neon oppure le lampade speciali che favoriscono la germinazione delle piante e delle sementi. Sono da appendere al soffitto e lungo il corridoio.
Le eventuali prese elettriche sono da posizionare nella prossimità dei ventilatori per l’aerazione o del luogo dove operiamo maggiormente.

➡️ Piani di lavoro

Nelle serre più ampie risulta sempre comodo dotarti di almeno una postazione di lavoro dotata di adeguato ripiano. Possiamo procurarci un tavolo o realizzare il bancone in muratura, legno o metallo. E’ comodo per eseguire i lavori di semina, trapianto e preparazione.

➡️ Copertura

Anche per la copertura conviene usare le lastre di policarbonato evitando il film di polietilene che qualcuno sceglie per risparmiare sui costi.
Il polietilene può andar bene per rivestire le serre a tunnel stagionali ma non si può pensare che garantisca tenuta per tempi lunghi. E’ soggetto a usura, strappi, può volare via in caso di forte vento e non regge carichi importanti come quelli delle forti precipitazioni.
La copertura in polietilene lascia passare completamente in freddo perché questo materiale non ha alcuna capacità di isolamento.

Se il budget a disposizione è limitato e risulta necessario ricorrere ai film di polietilene, è preferibile stenderlo in più strati così da creare una o più camere d’aria che possano fare da isolamento parziale.
Il polietilene, anche se lasciato in monostrato, non possiede il medesimo livello di trasparenza del policarbonato e quindi lascia passare meno luce e calore all’interno della serra.
Tra i vantaggi del polietilene possiamo citare la sua elasticità che ne facilita la distensione per evitare laschi e il prezzo economico.
Se il telo in polietilene viene impiegato in una località dove in estate si raggiungono alte temperature, dovremo probabilmente provvedere alla sua sostituzione con l’avvicinarsi dell’inverno. Infatti questo telo, sottoposto ora al gelo, tenderò a sbrindellarsi.

➡️ Finestre di ventilazione

Sul lato lungo della costruzione possiamo porre alcune aperture con funzione di ventilazione quando lavoreremo all’interno durante la stagione calda.
Una buona idea è quella di installare le finestre in maniera sfalsata per impedire che si intralcino a vicenda quando vengono aperte in contemporanea.
L’apertura può avvenire per scorrimento o ad abbaino.
I fori delle finestre possono essere “chiusi” da rete per permettere il passaggio d’aria ma limitare l’accesso degli insetti, uccelli o di elementi non graditi.

Alternativa alle finestre

Se realizzare delle finestre può risultare complesso perché poco pratici, possiamo sempre pensare di concepire in maniera alternativa la copertura. In questo caso anziché fissarla su tutti i quattro lati al telaio delle pareti sottostanti, si può incernierarla solo su di un lato lascaindo liveri gli altri. In questa maniera è possibile alzare la copertura come fosse un abbaino per arieggiare l’interno.

➡️ Come sigillare una serra (spifferi tra lastre, porte e finestre)

Ci sono diverse circostanze capaci di indurci a considerare le modalità tramite le quali sigillare una serra: eccessiva presenza di spifferi, danni da sbalzi di temperatura che deformano i materiali, guasti causati da tempesta, grandine e vento… tutto questo impedisce di controllare con precisione la temperatura e l’umidità della serra.
Il naturale ricambio d’aria interno ad una serra è un elemento positivo ma deve sempre avvenire sotto il nostro controllo e fatto in modo da evitare di danneggiare le coltivazioni.
Per questo è importante limitare al massimo il ricircolo non voluto come quello che dipende dal mancato appaiamento dei materiali.

Le infiltrazioni sono determiante quindi dalle fessure presenti sulle giunture tra elementi che, anche nel caso di una serra costruita a regola d’arte, possono apparire a motivo del diverso comportamento che i materiali hanno nel confronto delle dilatazioni termiche o nel caso di assestamenti tra parti nel tempo.

La problematica più diffusa legata all’isolamento dell’atmosfera interna è determinata dalla sempre non perfetta adesione tra la superficie del pannello di policarbonato e il telaio portante.
Una prima idea per risolvere la cosa è quella di impiegare il nastro adesivo su tutti i perimetri delle lastre.

La sigillatura tra la base delle lastre e la base a terra è realizzabile impiegando il mastice siliconico. Il suo uso consente di crare un giunto morbido, ad elevata elasticità, resistente a movimenti del ±25 – 50% in un ampio spettro di temperature. Non subisce alterazioni da agenti atmosferici, non si sgretola e dura negli anni.

Per proteggerci dagli spifferi che entrano dai bordi perimetrali di porte e finestre è utile affidarsi ai nastri di schiuma (un particolare tipo di nastro adesivo imbottito capace di compensare le differenze di altezza / profondità tra superfici accostate) con cui perimetrare delle assicelle di legno da avvitate all’interno.

Cos’è una serra in policarbonato alveolato e quali sono i suoi vantaggi

La serra in policarbonato prende il nome dal principale materiale costitutivo che la rende perfetta per ottenere il corretto microclima e proteggere piante, sementi e ortaggi coltivati compresi quei vegetali più esigenti come sono gli agrumi e le piante tropicali, le orchidee e i bonsai.
E’ impiegata con successo con funzione di vivaio per la germinazione di semi e la propagazione via talea.

Altre funzioni possono essere quella di deposito per gli attrezzi di giardinaggio e rimessa per tagliaerba e altre macchine per la manutenzione del verde.
Una serra in policarbonato può essere liberamente organizzata all’interno con scaffali e mensole.

➡️ Perchè una serra in policarbonato?

Il materiale più presente in una serra è quello che deve comporre le pareti laterali e la copertura trasparenti in modo da lasciare entrare il quantitativo maggiore di radiazioni solari e di luce possibile, oltre a consentire di aumentare la temperatura dell’aria e a limitare la dispersione verso l’esterno del calore accomulato.
La struttura trasparente è realizzabile in diverse modalità a seconda del materiale scelto:

VETRO
Esistono diverse tipologie di vetri: lo “scartone” (ovvero quello classico e lucido da finestra), il vetro “giardiniera” (grezzo), quello stampato, martellato, rigato…
Il vetro è il materiale più pregiato perché quello che offre diversi vantaggi:

  • Trasparenza perfetta
  • isolamento termico
  • inderformabilità e inalterabilità a raggi UV, umidità, acidi

Gli svantaggi sono:

  • Costo maggiore del materiale
  • Difficoltà del taglio su misura (eseguibile solo da professionisti e non in maniera fai da te)
  • Peso e fragilità (con conseguenti difficoltà nel trasporto, spostamento e installazione)

MATERIALI PLASTICI
Questo campo è caratterizzato da un’ampia varietà tra cui scegliere: resina e vetroresina, policarbonato, poliestere forniti in lastre rigide, ondulate, lisce.
I vantaggi sono:

  • Prezzo più economico
  • Leggerezza (con conseguente riduzione del costo della struttura portante del telaio)
  • Taglio su misura eseguibile anche con un cutter
  • Facile sostituzione / aggiustamento della lastra

Gli svantaggi:

  • Trasparenza inferiore a quella del vetro e soggetta a cambiare nel tempo
  • Maggiormente usurabili e rigabili. Alcuni sono soggetti al degrado provocato dai raggi UV.

Per questi motivi risulta maggiormente conveniente affidarsi a materiali come il policarbonato.

➡️ Cos’è il policarbonato alveolare?

L’impiego del policarbonato è la soluzione perfetta quando desideriamo un materiale resistente e che permetta alla luce di entrare. Protegge da pioggia, neve, vento e grandine.

Il policarbonato alveolare è un polimero termoplastico (un tipo di policarbonato) con una struttura interna costituita da diversi strati. E’ fabbricato in diverse colorazioni (tra cui bronzo e opale) ma a noi interessa quello trasparente che viene spesso utilizzato come sostituto del vetro.

La lastra è rigida, prodotta per estrusione, e ha dimensione massima di 2,10 x 6 m ma è venduto al pubblico anche in formati inferiori (es. 2,10 x 3 m).
Gli spessori prodotti sono di 5 tipi: 4, 6, 8, 10, 16 mm.
Per realizzare una setta in policarbonato alveolare fai da te è meglio optare per almeno 10 mm di spessore e scegliere spessori inferiori solo nel caso in cui si desideri realizzare mini serre trasportabili di ridotte dimensioni.

Questo policarbonato si chiama “alveolare” a motivo degli “alveoli” (celle d’aria) che sono racchiuse tra le due superfici costituenti la lastra.
Questi alveoli funzionano da elementi di irrigidimento interni e contribuiscono ad isolare termicamente l’ambiente.
Inoltre, le costole interne rendono possibile l’adattamento della lastra a qualsiasi forma e curvatura da seguire.


A partire dagli anni ’60 (periodo in cui è stato brevettato) il policarbonato alveolare si è andato a diffondere nei più diversi campi, nell’edilizia come per la realizzazione di pensiline, coperture, gazebi per giardino e, naturalmente, serre per orto.

Tra i vantaggi propri di questo materiale abbiamo:

  • Economico

  • Pratico da montare e facile da trasportare per peso e dimensioni
    E’ possibile anche incurvare la lastra a freddo senza dover ricorrere a macchinari.

  • Buona estetica

  • Trasparente (il livello di trasparenza minimo è pari al 92%)

  • Isolamento termico e Resistenza meccanica (grazie alla struttura alveolare a celle).
    Questo significa resistenza ad urti, calore e fiamma.
    Per intendersi, le caratteristiche di resistenza del policarbonato sono all’incirca 200 volte maggiori di quelle proprie del vetro.

  • Isolamento acustico che può arrivare ai 25 decibel.

  • Resistenza alle radiazioni UV.
    Al contrario di altri materiali plastici, il policarbonato possiede una protezione UV su entrambi i lati (interno ed esterno della lastra) che impedisce che si ingiallisca quando esposto per lungo tempo al sole e che protegge anche le piante.

  • Durezza

Queste caratteristiche hanno reso il policarbonato alveolare uno dei materiali più apprezzati per le coperture industriali, per costruire pareti divisorie, tettoie, coperture e pensiline, finestre e verande. Meglio evitare l’uso di paste abrasive e di strumenti che possano graffiare perché il policarbonato si può danneggiare e vedere diminuire la trasparenza.
Nel periodo invernale assicuriamoci di evitare la formazione di ghiaccio sulla copertura in modo che le superfici interessate non si deformino.
Per risolvere questo inconveniente possiamo riscaldare qualche minuto l’interno con una stufetta. Al più ci penserà il naturale irraggiamento solare.

Pulizia e manutenzione del policarbonato

Quando si desidera pulire le superfici delle lastre che compongono la serra è preferibile scegliere panni morbidi e un detergente neutro evitando quelli a base salina, con alcali o con cloro.

Qual è l’alternativa al policarbonato alveolare

E’ abbastanza difficile trovare una valida alternativa al policarbonato in ambito serra / coltivazione. Ad esempio, le più comuni serre a tunnel sono costruite stendendo su archetti in tubolare dei teli di protezione in pvc ma la struttura così costruita non può svolgere la sua funzione in maniera perenne e valida per tutte le stagioni.

Serra in alluminio e policarbonato: un ottimo abbinamento

Come abbiamo visto, la serra il policarbonato alveolare è ideale per:

  • Proteggere da freddo e intemperie le piante delicate (agrumi, tropicali, bonsai, orchidee, piante grasse)
  • Riporre strumenti di giardinaggio, attrezzature di lavoro, macchinari e tagliaerba
  • Legnaia da esterno
  • Ambiente aggiuntivo alle stanze di casa per coltivare hobby e passioni
  • Conservare semi e germogli
  • Complemento d’arredo esterno per giardino (per tenere il ordine l’area verde)

Il punto di forza di questa struttura è la capacità di isolamento termico e di sfruttamento del calore raccolto all’interno durante la giornata che permette di avere anche una differenza di diversi gradi tra dentro e fuori.
Per la struttura di irrigidimento dobbiamo invece affidarci ad un telaio.
Le migliori soluzioni sono quelle che impiegano profili a U in alluminio o, meglio ancora, in lamiera zincata da 0,6 mm. Questi profili si possono reperire facilmente presso i brico center, negozi del fai da te e rivenditori cartongesso per lavori edili.
I profili sottili zincati e quelli in alluminio sono i preferiti perché risultano di facile assemblaggio e adattabili alle diverse forme.
I tubolari in acciaio con sezione trasversale quadrata garantiscono una maggiore durata ma non hanno quella libertà compositiva e praticità di assemblaggio propria dei profilati.
In questo caso è poi necessario costruire delle fondamenta belle solide capaci di reggere il bel carico.

L’alternativa ai profili a U in alluminio e lamiera zincata sono montanti e traversi in legno (la loro sezione tipo può essere 3 x 6 cm). Lo svantaggio principale è che il legno può patire l’umidità se l’isolamento da terra non è perfetto o ci sono giunture aperte. Anche in caso di ottima fattura, è sempre preferibile trattare adeguatamente il legno impiegato con impregnanti e prodotti antimuffa – antifungini.

Come elemento di fissaggio possiamo impiegare le viti autoperforanti che riducono sensibilmente la tempistica di montaggio. Possiamo posizionarle agli angoli delle lastre e a metà lunghezza.

Elementi di controventamento

Se ci troviamo in zone particolarmente ventose o soggetti a forti precipitazioni è consigliato provvedere in anticipo a predisporre una serie di rinforzi alla struttura portante.
L’aggiunta di costole e di ulteriori elementi di irrigidimento vanno a consolidare il telaio portante e le sue parti minori costitutive.

Tipologie di serra in policarbonato fai da te

In commercio troviamo i più disparati modelli di serre in policarbonato in commercio che possono variare per estetica, capienza, funzione.
Le serre fai da te addirittura non hanno nemmeno i limiti dati dalle misure standard visto che sono costruite in maniera personalizzata per rispondere alle precise esigenze del proprietario.
Le tipologie di serra più diffuse sono almeno 5: mini serra, serra ad arco o a tunnel, serra a goccia, serra a farfalla, serra ad arco scorrevole.

Mini serra

Con mini serra si indicano tutti quei modelli di dimensione minima che siano comunque accessibili ad una persona. Possiamo quindi considerare mini serra tutte quelle con lato maggiore di circa 2 metri e con altezza 2 metri.
La mini serra è quella preferita da coloro che hanno piccoli spazi a disposizione ma che non vogliono rinunciare ad una serra dedicata alle proprie piante.
Questa tipologia è impiegata anche su terrazzo e balcone perché permette di sfruttare anche superfici minime.

Nel linguaggio comune si parla di mini serra anche riferendosi a quelle micro soluzioni da appartamento o da casa che permettono di organizzare su più livelli la propria raccolta domestica di piante. Questi modelli sono apprezzati dagli appassionati che desiderano coltivare direttamente all’interno di casa propria, da chi vuole dedicare ad orto un piccolo angolino di balcone e da coloro che non vogliono rinunciare ad un pezzo di verde ovunque si trovino.

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Serra ad arco o a tunnel

Realizzabile incurvando le lastre di policarbonato che sono flessibili e idonee a questo utilizzo.
La forma a tunnel ha il vantaggio di distribuire in maniera uniforme i carichi e impedisce che sulla copertura incurvata possano soffermarsi neve e sporco.
Inoltre non richiede particolati competenze per la sua realizzazione.
Lo svantaggio principale è la ridotta altezza lungo le pareti maggiori. La zona fruibile restando in piedi è limitata alla fascia centrale che dovrà funzionare da corridoio.

La variabilità di altezze influenza anche le coltivazioni eseguibili all’interno della serra.
Un buon suggerimento è quello di utilizzare lo spazio con altezza ridotta per seminare o per le piantine piccole. Man mano che crescono le andiamo a spostare nella zona centrale della serra così da dare loro il giusto spazio in altezza.

Serra Tunnel 8x3m con 9 arcate in Acciaio orto Giardino Piante Telo PE antigrandine
Serra Tunnel 8x3m con 9 arcate in Acciaio orto Giardino Piante Telo PE antigrandine
Serra di qualità superiore 3x8m antigrandine. LA MIGLIORE DEL SUO GENERE; Struttura con maggiore numero di arcate in acciaio.
Serra policarbonato Tunnel 3x4 m orto Giardino Piante Serre Box 3x4m Gazebo casetta policarbonato 4mm Pesante 800g/mq
Serra policarbonato Tunnel 3x4 m orto Giardino Piante Serre Box 3x4m Gazebo casetta policarbonato 4mm Pesante 800g/mq
PORTATA NEVE : 84 KG al mq; STRUTTURA : arcate in profili di acciaio zincato a caldo distanti 67cm
Probache - Serra grande a tunnel, da giardino, 7 archetti galvanizzati, 18 m², 6 x 3 x 2 m
Probache - Serra grande a tunnel, da giardino, 7 archetti galvanizzati, 18 m², 6 x 3 x 2 m
Serra grande da giardino.; 7 archetti.; 18 m², 6 x 3 x 2 m.; Ideale per coltivare in modo efficace durante tutte le stagioni.

Serra a goccia

Deve il suo nome alla forma del tetto a doppia falda particolarmente spiovente.
Ideale per zone molto nevose, ventose o in caso di ristrettezza di spazio (dove la struttura a tunnel non potrebbe svilupparsi in un’altezza adeguata per permettere la fruibilità ad una persona in piedi).

Serra a farfalla

E’ un modello utilizzato spesso come semenzaio e per piantine da trapianto. Per questo motivo è di bassa altezza (circa 1 m) e vi si opera aprendo la copertura composta da una o più ante consecutive a seconda della lunghezza. Le ante si aprono lungo il lato lungo e, nei modelli più larghi, possono essere disposte da entrambi i lati lunghi per una doppia fruizione.
Quando le ante della copertura vengono lasciate aperte per arieggiare o per lavorare la serra sembra possedere un paio di “ali di farfalla” sollevate.

Serra ad arco scorrevole

Anch’essa di piccole dimensioni (analoghe a quelle della serra a farfalla), la serra ad arco scorrevole possiede una copertura che si apre scorrendo al di sopra dell’altra metà fissa.
Viene impiegata solitamente rivolta verso sud.

Smart Garden

Negli ultimi anni stanno riscuotendo un sempre più crescente interesse delle speciali mini serre idroponiche indoor per utilizzo domestico chiamate “Smart Garden”.
Sono le più piccole realizzabili e solitamente hanno misure analoghe a quelle di un vaso di medie dimensioni. Sono indicate per crescere fiori o erbe aromatiche per l’utilizzo nella propria cucina di casa.
Ciò che le caratterizza da tutte le altre è che sono progettate per essere completamente autonome in fatto di illuminazione (spettro completo a LED) e irrigazione.
Sono un perfetto regalo per chi desidera un angolo di verde in casa oppure se non ha tempo per prendersi costantemente cura delle piante.

Per approfondire l’argomento sugli Smart Garden puoi leggere la guida curatissima che abbiamo dedicato alla scelta del migliore Smart Garden per casa.