Come riscaldare una casetta giardino in inverno e poter lavorare al caldo anche nella stagione fredda? Oggi vediamo insieme le migliori idee per godersi la casetta in legno, in resina o in metallo anche quando fuori ci sono le basse temperature, è brutto o nevica.
Essere in grado di riscaldare opportunamente un locale in giardino consente di fruire dello stesso per tutto l’anno senza doverlo limitare alla stagione primaverile ed estiva.
Con alcune sempici accortezze saremo infatti in grado di sfruttare al meglio la casetta giardino adibendola anche a laboratorio fai da te, officina o studiolo per il tempo libero.

Come si sa, i capanni da giardino, la rimessa da esterno e la casetta sono tutte strutture non sempre semplici da riscaldare e da mantenere in temperatura durante i mesi autunnali e invernali.
Dal momento che queste costruzioni sono solitamente impiegate come magazzini, depositi e per ospitare attività estive, non sono progettate per avere gli stessi livelli di isolamento termico che invece possiedono la classiche abitazioni residenziali.
Per questo, la casetta giardino tipo tenderà spesso a raffreddarsi con velocità, disperdere il calore facilmente e sviluppare umidità con l’evidente conseguenza di non risultare idonea ad ospitare per lungo tempo attività al suo interno nella stagione fredda.

Se questa problematica è sentita poco quando la principale funzione della casetta è quella di porta attrezzi o rimessa, acquista maggiore incidenza nel caso in cui si desideri passarci più tempo durante l’inverno (pensa ad esempio qualora volessi eseguir delle manutenzioni alle attrezzature o ospitare le tue passioni e hobby).
In questi casi è necessario ricorrere a qualche sistema di riscaldamento e a qualche intervento che ne allunghi la praticabilità lungo il corso dell’anno.

In questo post dedicato a “Come riscaldare una casetta giardino in inverno” abbiamo raccolto un elenco di pratici consigli e suggerimenti pensati per riscaldare in maniera oculata l’interno della propria casetta giardino e per soddisfare ogni tipo di budget a disposizione ed esigenza.

➡️ Valuta lo spazio da riscaldare

Ancora prima di scegliere la modalità di riscaldamento su cui focalizzarsi, è essenziale valutare attentamente la metratura e i volumi da riscaldare. Quindi consideriamo la dimensione degli spazi, la presenza o meno di isolamento, le fonti di energia disponibili, il budget che si vuole investire e la destinazione d’uso della casetta giardino.
Quando hai analizzato questi differenti aspetti avrai un’idea più chiara di quello che ti potrebbe servire.

➡️ Posso isolare un capanno da esterno?

Il primo passo da seguire è quello di ragionare se valga la pena procedere ad un isolamento del locale o ad un suo potenziamento nel caso in cui la casett risultasse già isolata.
Giunto a questo punto ti potrebbe interessare anche dare una letta a quest’altro nostro post “Isolare la casetta in legno: come coibentare il capanno giardino“.

A titolo indicativo, per isolare adeguatamente il pavimento da terra puoi scegliere dei pannelli isolanti in schiuma. Si vendono in moduli facilmente stendibili e adattabili alla metratura necessaria.
Per isolare invece le pareti e il soffitto o sottotetto puoi optare per i rotoli in fibra di vetro o lana di roccia.
L’approccio migliore è sempre quello di isolare interamente la struttura e non dimenticare il tetto perché, tendendo il calore a risalire, è molto facile che si disperda proprio da questa direzione.
A seconda dello spazio a disposizione e della necessità di salvaguardare o meno l’attuale estetica del capanno puoi decidere se isolare la casetta esternamente o con un cappotto interno.

Un altra idea può essere quella di isolare le finestre installando infissi con doppio vetro che permettono un maggiore isolamento rispetto ai vetri singoli.

N.B. Isolare la casetta giardino è un’ottima idea se prevedi di passare parecchio tempo all’interno del capanno. In questo caso l’isolamento permette di perfezionare l’efficienza energetica del locale e di fruirlo perfettamente per giornate intere quasi fosse una piccola dependance, una seconda casa.
Viceversa, se invece pensi di dover trascorrere solo qualche ora ogni tanto o dei brevi periodi, puoi evitare di procedere all’isolamento totale della struttura per concentrarti sulla sola modalità di riscaldamento.

➡️ Come riscaldare una casetta giardino in inverno

Passiamo ora a considerare tutti i migliori modi per riscaldare un capanno da esterno. Vedremo per ogni sistema i pro e i contro per comprendere quale modalità convenga al tuo caso rispetto alle altre.

✅ Radiatore elettrico

Ottimo con questi obiettivi: riscaldamento localizzato, per laboratorio fai da te e casetta in legno
Prezzo d’acquisto: basso
Costo di gestione e manutenzione: basso
Complessità di installazione: bassa

Con un radiatore elettrico possiamo riscaldare un ambiente in maniera rapida, facile e a basso costo. E’ ideale se la nostra intenzione è quella di riscaldare per poche ore un piccolo ambiente.
Il riscaldamento ottenuto è efficace sia per i modelli a parete (riempiti con acqua in circolo) che per i modelli trasportabili “freestanding” (riempiti con olio).
Per mettere in funzione il radiatore elettrico basta collegarlo alla spina.
Il radiatore elettrico è particolarmente indicato per le casette in legno e per quelle che prevedono di conservare al loro interno legna da ardere o materiale infiammabile. Infatti, rispetto ad altri sistemi di riscaldamento, il radiatore elettrico è privo di fiamme e non possiede elementi riscaldanti che possano entrare direttamente in contatto con superfici soggette a combustione.

Il radiatore elettrico è pertanto un ottimo sistema anche per i laboratori fai da te o per capanni con funzione di piccola falegnameria.
Inoltre, i modelli più moderni, possiedono diversi dispositivi di sicurezza come termostati e timer di accensione / spegnimento che ci permettono di monitorare il funzionamento e di impostare l’attivazione per quando si necessita il calore.

Il calore generato da un radiatore elettrico è localizzato in quanto non sono pensati per farlo circolare nell’ambiente. Per questo sarà necessario tenerlo vicino all’area in cui lavoriamo oppure dotarsi di più apparecchi in caso di locale molto grande.

✅ Termoventilatore elettrico

Ottimo con questi obiettivi: piccoli locali, uso poco frequente
Prezzo d’acquisto: basso
Costo di gestione e manutenzione: alto
Complessità di installazione: bassa

Il termoventilatore elettrico è sicuramente il sistema riscaldante più economico in circolazione.
Ne esistono infatti modelli davvero a budgt molto ridotto.
Una volta collegati alla rete elettrica producono calore istantaneo.
Sono poi estremamente portatili, leggeri e occupano uno spazio ridottissimo. Queste caratteristiche permettono di posizionarli pressocché ovunque, anche su una scrivania.
Esistono numerosi modelli di termoventilatore per quanto riguarda misure e dimensioni, design, colori e tipologie tra cui scegliere.
Lo svantaggio principale è che utilizzano diversa energia per funzionare.
Il termoventilatore elettrico risulta pertanto ideale per ambienti piccoli da riscaldare e per essere utilizzati per un lasso di tempo ridotto. Vale la pena scegliere questa modalità di riscaldamento se cerchi il modo più rapido possibile per riscaldare un ambiente in cui ti fermerai per il tempo di un piccolo lavoro.

Il termoventilatore elettrico è perfetto anche per quelle casette giardino che ospitano materiali potenzialmente infiammabili perché sono un modo sicuro per riscaldare.
Un altro vantaggio è quello che il termoventilatore è in grado di far circolare il calore emesso in tutto il locale.

✅ Stufetta alogena a infrarossi

Ottimo con questi obiettivi: riscaldamento ad alta efficienza energetica, piccoli capanni e laboratori
Prezzo d’acquisto: moderato
Costo di gestione e manutenzione: basso
Complessità di installazione: bassa

Anche i riscaldatori alogeni funzionano collegati alla rete elettrica ma il sistema che sta alla base del loro funzionamento sfrutta elementi alogeni.
Possono avere un costo leggermente superiore al radiatore elettrico e al termoventilatore ma hanno il vantaggio di riscaldare con maggiore efficienza energetica.
Questo li rende ideali per riscaldare un capanno in inverno anche per lungo tempo.
Dobbiamo prestare qualche attenzione per la sicurezza per evitare che la griglia anteriore molto calda possa entrare a diretto contatto con i prodotti conservati nella casetta giardino.

Dobbiamo anche assicurarci che la stufetta non rischi di rovesciarsi a terra. Bisogna comunque dire che i modelli moderni di stufetta alogena a infrarossi sono solitamente dotati di ampia base anti-rovesciamento e di sistema di auto-spegnimento.

✅ Riscaldamento a pavimento

Ottimo con questi obiettivi: riscaldamento prolungato, ambienti utilizzati di frequente
Prezzo d’acquisto: alto
Costo di gestione e manutenzione: basso
Complessità di installazione: alta

Il riscaldamento a pavimento richiede un investimento che si ammortizza dopo diverso tempo. Va bene per ambienti utilizzati molto come possono essere capanni impiegati per lavoro, come zona uffici o abitati.
Il riscaldamento a pavimento funziona solitamente con serpentine ad acqua o con resistenza elettrica.
Il costo da sostenere è elevato perché prevede l’installazione a pavimento e la partecipazione di manodopera specializzata.
Il riscaldamento prodotto è omogeneo e perfettamente distribuito in tutto l’ambiente, non richiede dispiegamento di cavi o collegamenti.

✅ Riscaldamento ad energia solare

Ottimo con questi obiettivi: riscaldamento prolungato, utilizzo di energia green
Prezzo d’acquisto: alto
Costo di gestione e manutenzione: basso
Complessità di installazione: alta

C’è un’alternativa valida all’energia elettrica e consiste nell’installare alcuni pannelli fotovoltaici sulla copertura della casetta giardino.
Il solare termico può impiegato per riscaldare l’acqua conservata all’interno di un serbatoio apposito che viene usata per far funzionare dei pic*coli radiatori all’interno della costruzione; in alternativa il fotovoltaico può generare elettricità per mettere in funzione stufette, termoventilatori o stufetta alogene oltre a servire per l’illuminazione della struttura.
I costi di configurazione ed installazione sono elevati ma compensati nel tempo dal fatto di permetterci di effettuare un costante risparmio di energia elettrica che non dovremo più acquistare.

E’ un sistema interessante sia perché rende autonoma la casetta giardino (ideale anche se costruita lontano da casa e dall’abitato) sia per essere un approccio ecosostenibile estremamente interessante dal punto di vista ambientale.

✅ Stufa a legna

Kupro, graziosa stufa a legna di lusso, tipo camino, per riscaldamento diretto, con forno, 11 KW
Kupro, graziosa stufa a legna di lusso, tipo camino, per riscaldamento diretto, con forno, 11 KW
Goditi un bel fuoco vero, all'antica.; Peso: 65 kg; potenza termica nominale: 11 KW.; Diametro della canna fumaria: 130 mm.
Stufa a legna, camino, bruciatore a legna Kupro Largo 15 KW
Stufa a legna, camino, bruciatore a legna Kupro Largo 15 KW
Prodotto realizzato in Europa in conformità con gli standard europei.; In vetro ceramica.
Stufa a legna in ghisa, bruciatore per ceppi, forno da cucina, Prity 13 kW
Stufa a legna in ghisa, bruciatore per ceppi, forno da cucina, Prity 13 kW
Potenza massima di riscaldamento: 13 kW; Dimensioni della stufa: larghezza 836 mm, profondità 465 mm e altezza 870 mm
Stufa a Legna e Carbone con Forno in Acciaio 12-16KW Venezia Con Termometro
Stufa a Legna e Carbone con Forno in Acciaio 12-16KW Venezia Con Termometro
Dimensioni Forno 35x37x20cm - CLASSE A - Con Comodo Portalegna - TUBI NON INCLUSI

Ottimo con questi obiettivi: design d’atmosfera, riscaldamento efficiente
Prezzo d’acquisto: medio – alto
Costo di gestione e manutenzione: basso – medio
Complessità di installazione: medio

Il metodo più tradizionale per riscaldare una casetta giardino è quello di affidarsi ad una stufa a legna. Presenta un’estetica molto piacevole e ha il fascino di mostrare il fuoco e le braci che scoppiettano all’interno.
Lo svantaggio è determinato dal fatto che occupa più spazio rispetto ad altre soluzioni e questo potrebbe voler dire una riduzione di area che altrimenti verrebbe dedicata a deposito.
Al momento dell’acquisto può richiedere un investimento superiore rispetto ad altri metodi ma, una volta installata, la stufa a legna può risultare economica soprattutto se la possiamo alimentare con legna di nostra proprietà.
Un altro combustibile alternativo può essere il cippato ottenibile dalla triturazione delle potature e dei tagli di tronchi e ramaglie. Per come ottenere del cippato domestico abbiamo anche scritto questa guida al Biotrituratore per legna secca, legname e pellet.
La cosa più importante da fare è assicurarsi che la stufa a legna sia installata nella maniera corretta.

La stufa a legna è indicata particolarmente per le casette in metallo e lamiera che non sono infiammabili. Negli altri casi è utile assicurarsi di installare e utilizzare il prodotto in sicurezza e tenendolo lontano dalle superfici più delicate.

✅ Stufa a pellet

Un’alternativa alla stufa a legna è quella a pellet che utilizza un combustibile di biomassa compressa costituito da scarti delle lavorazioni del legno. Il pellet è già vendto stagionato e in sacchetti che impediscono la formazione interna di umidità e di polvere.

Riepilogo

In questo nostro articolo “Come riscaldare una casetta giardino in inverno” abbiamo visto l’importanza di riscaldare nel modo migliore l’interno di un capanno da esterno e come effettuarlo a seconda della destinazione d’uso, delle dimensioni e del budget disponibile.
In particolare abbiamo visto come sia possibile isolare le pareti e la copertura di una casetta giardino in legno, metallo o resina e quali siano i principali sistemi utili a riscaldare un locale: radiatore elettrico, termoventilatore elettrico, stufetta alogena a infrarossi, riscaldamento a pavimento, riscaldamento a energia solare, stufa a legna e stufa a pellet.